Anticlericale o terrorista?

Articolo con titolo un po' forte… ma ci vuole, dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni che mi hanno fatto un po' riflettere sul ruolo della chiesa d'oggi.

Gli avvenimenti dei quali parlo sono principalmente due:

1) La reazione del mondo della chiesa seguita alle dichiarazioni di Andrea Rivera durante il concerto del primo maggio.

2) Le dichiarazioni di papa Benedetto XVI alla vigilia del suo viaggio in Brasile.

Un piccolo riassunto di quello che è successo il primo maggio: Andrea Rivera era tra i conduttori del concerto di Roma ed a un certo punto, data la sua fama di personaggio scomodo, ha iniziato a criticare la posizione del mondo clericale riguardo ai funerali di Welby, che sono stati rifiutati dalla chiesa. Il giorno dopo questi "religiosi" che in tanti difendono si sono sbizzarriti in dichiarazioni di questo genere:

- "E' terrorismo lanciare attacchi contro la chiesa"

- "E' terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore"

- "E' vile e terroristico lanciare sassi addirittura contro il papa"

Altri hanno parlato di "folla facilmente eccitabile", di uso di "argomenti risibili", di temi sui quali "si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere".

Io non voglio entrare nel merito dell'argomento eutanasia, accetto le idee di tutti, sia di chi è a favore, sia di chi è contro. Personalmente credo sia giusto dare ad una persona il diritto di scegliere, nel pieno delle sue funzionalità psicologiche, sul destino della propria vita. Ma il fatto sconcertante è un altro.. questi (religiosi) credono di poter dire quello che vogliono facendosi scudo dell'"autorità" (la chiesa) che li difende a spada tratta.

E' davvero terrorismo lanciare attacchi contro la chiesa? Ma questi conoscono il significato intrinseco della parola terrorismo? Da wikipedia:

Il terrorismo consiste in una successione di azioni violente e premeditate (che possono essere attentati, omicidi, sequestri, sabotaggi, ecc.) ai danni di un governo e della nazione corrispondente, azioni che hanno effetto più per il clima di terrore che generano che per l'effettiva entità dei morti o dei danni causati.

Governo? Nazione? Clima di terrore? Sinceramente non mi sembra di aver visto immagini di terrore al concerto di Roma. E poi attacco a quale governo e a quale nazione? Ma certo, al governo della chiesa e alla nazione della chiesa. Questo perchè la chiesa, o meglio la mentalità dei principali esponenti della chiesa, è rimasta secoli addietro, quando (purtroppo) poteva ancora permettersi di autoproclamarsi autorità universale.

E tornando al motivo che ha scatenato questa polemica, non è forse vero che la chiesa ha rifiutato i funerali di Welby? Fa così tanto male la verità? E' così risibile come dice la chiesa l'argomento MORTE?  Proprio la chiesa, che dice di parlare sempre in nome dell'amore, disconosce un proprio credente nel momento in cui lascia la vita? Ma questo è un classico delle religioni, guai a chi si pone un attimo "contro".

Passo al secondo avvenimento, le dichiarazioni di Benedetto XVI alla vigilia del suo viaggio in Brasile. Notare che le prime parole del pontefice sono state "la chiesa non fa politica" e "rispetta la laicità". Salvo poi proseguire con una conferenza stampa colma di politica. Papa Ratzinger ha parlato a riguardo della depenalizzazione dell'aborto voluta dai politici di Città del Messico e contro la quale i vescovi messicani hanno preso una dura posizione; hanno infatti proposto la scomunica per quei politici che si schierano a favore dell'aborto. Ratzinger ha dichiarato "che chi favorisce l'aborto rischi la scomunica lo dice il Codice di diritto canonico" e "chi favorisce l'aborto non può accostarsi al corpo di Cristo". Anche in questo caso ognuno è libero di pensarla come vuole, ma perchè la chiesa ogni tanto non prova davvero ad analizzare il problema, evitando ogni volta di fare dichiarazioni basandosi su codici scritti secoli or sono, che non possono avere il giusto valore nella realtà di oggi? Tanto per fare un esempio: nel caso in cui una donna rimane incinta in seguito a violenza, come può un codice porsi a giudice inapellabile?

Decido di fermarmi qui. Credo che ognuno abbia la coscienza per analizzare in modo critico il ruolo della chiesa nella società di oggi. E soprattutto credo che ognuno abbia il diritto di farlo senza correre il rischio di venire etichettato come terrorista. Se mi sbaglio… ok, etichettatemi allora… sono un anticlericale/terrorista.

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1 Response to “Anticlericale o terrorista?”


  • Ciao Max! che dire di questo tuo post??ci voleva proprio…rispetta in pieno le mie idee…
    Volevo solo fare un’aggiunta alla storia dell’aborto: condivido in pieno il tuo pensiero della donna che viene violentata ma il problema è anche un altro secondo me..i vescovi del Messico non hanno scomunicato CHI pratica l’aborto (che nella mentalità della chiesa avrebbe anche un certo senso, non condivisibile magari ma per le loro regole ce l’ha), ma i POLITICI che hanno votato la legge…allora io mi chiedo: uno stato è composto da innumerevoli persone cattolici mussulmani atei etc…lo stato in quanto stato deve garantire i diritti di tutte le persone non solo quelle cattoliche quindi perche dare la scomunica chi ha votato una legge per i diritti dei propri cittadini??Perche parliamoci chiaro, l’aborto si pratica anche i quei paesi dove è vietato, in maniera clandestina spesso con gravi conseguenze per le donne..allora lo stato di fronte a questo preferisce renderlo legale per evitare che le donne debbano magari morire per qt pratica, senza nessuna analisi di tipo morale! Queste spettano alle persone in particolare alle donne…e non credo che nessuna donna scelga l’aborto con gioia, sia che sia cattolica atea o di altre religioni!

    per cocludere, se volete etichettare le persone, sono anch’io anticlericale/terrorista!

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